Nascosta tra le foreste pluviali più antiche del mondo si trova una delle destinazioni che da sempre è nella nostra lista di destinazioni da sogno e che, finalmente, abbiamo avuto l’occasione di visitare: il Borneo! Con la sua ricca biodiversità, le foreste pluviali lussureggianti e le antiche tradizioni delle tribù indigene, il Borneo offre un’esperienza unica per tutti coloro che cercano avventure autentiche a contatto con la natura!

In realtà noi ne abbiamo visto solo una piccola parte. Il Borneo, infatti, è una grande isola del sud est asiatico suddivisa tra Malesia, Indonesia e Sultanato del Brunei. Durante il nostro viaggio di 8 mesi in Asia abbiamo avuto l’occasione di visitare solo il Borneo malese, in particolare lo stato del Sarawak.

La scelta di visitare il Sarawak, invece del Sabah, è stata legata soprattutto a due cose. Per prima cosa, essendoci stati a febbraio, periodo in cui sta per terminare la stagione delle piogge, volevamo evitare di visitare il Sabah con il rischio di trovare mal tempo in uno dei bellissimi atolli della regione. Un altro motivo era legato al fatto che volevamo vedere gli oranghi e conoscere le tribù degli Iban, gli ex tagliatori di teste che vivono nelle giungle profonde del Sarawak.

Questi 6 giorni nel Sarawak sono stati tra i più emozionanti di tutto il nostro periodo in Asia, tanto che non vediamo l’ora di ritornarci! Con quest’articolo vi vogliamo dare tutte le informazioni utili per poter organizzare un viaggio nel Borneo malese, da cosa vedere nel Sarawak in 6 giorni al periodo migliore per andare e a quale tour operator appoggiarvi per le vostre escursioni.

Quando andare nel Sarawak: il periodo migliore

Il Sarawak, come l’intera isola del Borneo, ha un clima tropicale con temperature calde e umide tutto l’anno ed è caratterizzato da una stagione secca ed una stagione umida.

Il periodo migliore per visitare il Sarawak è durante la stagione secca da maggio ad ottobre. Durante questi mesi le precipitazioni sono più basse e le giornate sono solitamente soleggiate, il che permette di godersi appieno le attività all’aperto.

Se desiderate evitare le folle di turisti, è una buona idea visitare il Sarawak durante la bassa stagione da novembre a febbraio. Anche se durante questi mesi le piogge sono più frequenti, queste tendono ad essere brevi ed intense e quindi non dovrebbero ostacolare molto la possibilità di attività all’aperto. Inoltre, un altro fattore da tenere in considerazione è che durante la bassa stagione i prezzi sono molto più convenienti.

Noi ci siamo stati a febbraio e siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal clima che abbiamo trovato. Nonostante fosse stagione umida, abbiamo avuto delle ottime giornate con temperature piacevoli e solo qualche breve acquazzone tropicale.

Come arrivare nel Sarawak

Il modo più comodo e veloce per raggiungere il Sarawak è con un volo verso Kuching, la capitale del Sarawak. Ci sono voli diretti a prezzi molto conveniente da Kuala Lumpur, Singapore e altre città della Malesia.

Inoltre, molti voli interni collegano Kuching ad altre città del Sarawak, come Miri e Sibu, ma anche verso il Sabah.

Quanti giorni trascorrere nel Sarawak

La durata ideale del vostro soggiorno nel Sarawak dipenderà dai vostri interessi e dal vostro budget. Secondo noi, sono necessari almeno 5-6 giorni da trascorrere nel Sarawak per esplorare almeno le cose principali che questa regione offre.

Noi ci siamo stati 6 giorni e siamo riusciti a visitare Kuching, il Bako National Park, il Semenggoh Wildlife Centre e fare un tour di 3 giorni nella giungla. Con qualche giorno in più a disposizione ci si può spostare verso ovest e visitare anche il Parco nazionale di Gunung Mulu.

Come organizzare un viaggio nel Sarawak: perché scegliere Borneo Adventure

Se siete interessati a visitare questa bellissima regione del Borneo malese siete nel posto giusto! Organizzare un viaggio nel Sarawak può sembrare più difficoltoso di quello che in realtà è. Infatti, se seguirete questi piccoli consigli, non avrete problemi a preparare il vostro itinerario.

Per prima cosa informatevi bene sulla destinazione così da identificare le attrazioni principali che desiderate visitare e le attività che vorreste svolgere. In questo modo potrete decidere la durata del viaggio e il periodo migliore per le attività scelte.

A questo punto vi consiglio di scegliere Kuching come base per il vostro soggiorno nel Sarawak. Da qui, infatti, partono tutte le escursioni giornaliere per le principali attrazioni della regione come il Bako National Park, la Semenggoh Nature Reserve per vedere gli oranghi, alcuni villaggi culturali, etc…

Anche le escursioni da 1 o più notti partono da Kuching, e il nostro consiglio è quello di prenotare la struttura da voi scelta anche per quelle notti in modo da lasciare i bagagli più grandi e partire per l’escursione solo con uno zainetto comodo.

Nell’organizzare un viaggio nel Sarawak è molto importante la scelta del tour operator con il quale organizzare le vostre escursioni. Noi abbiamo scelto Borneo Adventure, uno dei tour operator più affermati di tutta la Malesia, che offre tantissimi tour sia del Sarawak che del Sabah.

Nel momento di scegliere il tour operator, la nostra scelta è ricaduta su Borneo Adventure perché abbiamo apprezzato il suo impegno per la sostenibilità e l’autenticità del viaggio. Questo perché Borneo Adventure è stato fondato con l’obiettivo di offrire ai viaggiatori un’alternativa al turismo di massa, ponendo l’accento sull’ambiente naturale, sulla storia e sulla cultura di questa regione.

Con loro avrete l’opportunità di vedere luoghi che la maggior parte di turisti non conosce e venire a conoscenza delle culture e dei costumi dei diversi gruppi etnici che vivono nel Borneo. Ognuno dei loro tour è stato pianificato per garantire la miglior combinazione di attività e luoghi di interesse, con guide esperte e specializzate che vi assisteranno per l’intera esperienza.

Grazie a Borneo Adventure, abbiamo potuto immergerci completamente nella bellezza e nella diversità del Sarawak, esplorando le sue foreste pluviali e incontrando le tribù locali della regione. Ogni giorno è stata un’avventura unica e indimenticabile, e non potremmo essere più grati per l’esperienza che ci hanno regalato.

Dove dormire a Kuching

Come vi ho già detto nel paragrafo precedente, la miglior base da scegliere per il vostro viaggio nel Sarawak è la città di Kuching. Qui troverete davvero un’ampia scelta di hotel tra cui scegliere!

Nel decidere dove dormire a Kuching, vi consigliamo vi prenotare qualcosa nelle vicinanze del centro e del riverwalk; poi a seconda del vostro budget potrete scegliere qualcosa di più o meno economico. Noi abbiamo soggiornato al D’Green Hotel Kuching, e ci siamo trovati abbastanza bene. Abbiamo pagato 150€ per 6 notti: le camere erano piccole, ma pulite e dotate di aria condizionata (cosa importantissima qui in Malesia xD).

Itinerario Sarawak: cosa vedere in 6 giorni

Giorno 1: Kuching

Un itinerario del Sarawak non può non iniziare con una visita della città di Kuching, capitale di questa regione. Kuching offre un’esperienza indimenticabile per chiunque desideri scoprire il cuore pulsante del Sarawak.

Situata sulle sponde del fiume Sarawak, è nota per il suo mix unico di tradizioni etniche, architettura affascinante, strade animate e mercati colorati. Queste sono alcune delle cose da vedere in questa bellissima città:

Kuching Waterfront

Una passeggiata lungo il Waterfront è un must durante la visita di Kuching. È una destinazione popolare sia tra i residenti locali che tra i turisti, che affollano il lungofiume per passeggiare, rilassarsi e godersi l’atmosfera unica della zona.

Con una passeggiata lunga circa 1,3 chilometri, questo lungofiume offre una vista panoramica sul fiume Sarawak e sullo skyline della città, con una miriade di ristoranti, caffetterie e bancarelle lungo il percorso. Durante la sera, il Waterfront si anima di luci e suoni, con bancarelle che vendono cibo di strada e spettacoli di artisti di strada che intrattengono i passanti.

Sarawak Museum

Situato in un edificio che risale all’epoca vittoriana, il Sarawak Museum è il museo più antico del Borneo, fondato nel 1891. Presenta una delle collezioni più belle del sud est asiatico offrendo una straordinaria panoramica della storia naturale, della cultura e dell’antropologia del Sarawak e delle regioni circostanti.

Cat Statue

Uno dei simboli più iconici di Kuching è la Cat Statue situato lungo il lungofiume della città. La storia di questa statua risale al 1987, quando fu eretta per celebrare il 25º anniversario di incoronazione del Sultanato di Sarawak. La scelta del gatto come soggetto della statua è stata ispirata alla reputazione di Kuching come “Città dei Gatti” e alla presenza diffusa di questi animali nelle strade e nei parchi della città.

Ma perché Kuching è chiamata la “città dei gatti”? La storia racconta che quando il primo Rajah britannico del Sarawak, James Brooke, chiese alla popolazione locale quale fosse il nome di quella città, questi pensarono che stesse indicando un gatto. Pensando che stesse chiedendo loro cosa fosse quell’animale, essi risposero “kuching” che in malese significa “gatto”. È per questo motivo che a Kuching si trovano varie statue di gatti (oltre a quella principale lungo il waterfront) e anche un intero museo dedicato a loro.

Il Museo dei Gatti si trova un po’ fuori dal centro città (circa 20 minuti di auto) e l’ingresso è gratuito. Viene richiesta una piccola tassa di circa 1€ solo per scattare foto e video. Nel museo ci sono più di 2.000 oggetti legati al mondo dei gatti e qui potrete vedere anche un gatto mummificato che si dice abbia più di 5.000 anni!

© Credit to mazzzur @ Depositphotos

Crociera sul fiume Sarawak

Una delle cose più belle da fare a Kuching è prendere parte ad una crociera sul fiume Sarawak. Navigare lungo il fiume offre un’esperienza straordinaria che vi permetterà di immergervi nella bellezza naturale e nella cultura della regione in modo unico e suggestivo.

Rappresenta un modo per esplorare la città da una prospettiva diversa, navigando lungo le sue sponde e ammirando i suoi luoghi più iconici da una prospettiva unica. Durante una crociera, potrete rilassarvi sul ponte della barca e lasciarvi incantare dai panorami mozzafiato che si susseguono lungo il fiume, mentre delle guide vi forniranno informazioni dettagliate sulla storia, la cultura e la vita selvatica della regione, arricchendo così la vostra esperienza.

Il momento migliore per fare questo giro in barca? Ovviamente al tramonto! Potete prenotare il tour direttamente su Civitatis senza rischiare di non trovare posti disponibili!

Tua Pek Kong Temple

Situato nel cuore del quartiere cinese di Kuching, il Tua Pek Kong Temple è uno dei templi più antichi della città e offre una vista mozzafiato sul fiume Sarawak. Costruito nel XIX secolo dai primi immigrati cinesi che si stabilirono a Kuching, il tempio è stato costruito in stile architettonico cinese tradizionale, con colori vivaci e decorazioni elaborate. All’interno del tempio, i visitatori possono ammirare altari decorati, statue sacre e intricati rilievi che rappresentano divinità e figure mitologiche della tradizione cinese.

Moschea della città di Kuching (Kuching City Mosque)

La Moschea della Città di Kuching, conosciuta anche come Masjid Negara, è una delle principali moschee di Kuching. Situata nel cuore della città, è un’icona architettonica e religiosa che riflette la ricca eredità culturale e religiosa del Sarawak.

Costruita nel 1968, la Moschea della Città di Kuching è un esempio di architettura islamica moderna, con un design maestoso e una combinazione di elementi tradizionali e contemporanei, ed è aperta ai visitatori non musulmani per le visite guidate.

Kuching Street Art

La street art di Kuching aggiunge un tocco di colore, creatività e vitalità alle strade della città, trasformando gli spazi urbani in una galleria all’aperto di opere d’arte accessibili a tutti.

Queste si trovano principalmente nei quartieri storici e culturali di Kuching, come il quartiere cinese, il Waterfront e i vicoli pittoreschi del centro città, come India Street.

Bazar di Kuching

Immancabile per gli amanti dello shopping e dell’artigianato locale, il Bazar di Kuching è un luogo vivace e colorato dove è possibile acquistare souvenir, tessuti tradizionali, oggetti d’artigianato e assaggiare prelibatezze locali.

Qui è possibile trovare oggetti unici e tradizionali, ma anche articoli moderni e alla moda, il che lo rende un luogo ideale per fare acquisti e portare a casa un ricordo speciale del Sarawak. Il Bazar di Kuching è aperto tutti i giorni, ma è particolarmente affollato durante il fine settimana e durante le festività locali e i festival culturali.

Giorno 2: Bako National Park

Il nostro secondo giorno nel Borneo lo abbiamo trascorso al Bako National Park. Istituito nel 1957, questo è stato il primo parco nazionale del Sarawak. Il parco può essere visitato in autonomia, ma per cogliere appieno la bellezza di questo luogo, vi consigliamo di prendere parte ad un tour organizzato.

Noi abbiamo scelto il tour giornaliero di Borneo Adventure che include trasferimento di andata e ritorno, biglietto d’ingresso, guida parlante inglese e pranzo. Per un’esperienza ancora più autentica, vi consiglio di prenotare il tour di 2 giorni che include anche il pernottamento nel parco con possibilità di vedere molti più animali.

Alle 08:00 ci è venuto a prendere il nostro transfer privato di Borneo Adventure e abbiamo conosciuto Baiang, la nostra guida sia per questa giornata che per quelle al Batang Ai. Dopo che Baiang ci ha accolto con un sorriso caloroso dandoci tutte le informazioni per questa giornata, ci siamo diretti verso il Bako.

Il trasferimento in auto è durato circa 30-40 minuti, fino al villaggio di Kampung Bako. A questo punto, abbiamo lasciato il van e, per raggiungere il parco, abbiamo preso una barca. La traversata lungo il fiume Sarawak è durata circa 20-30 minuti, regalandoci viste panoramiche spettacolari delle scogliere e della foresta circostante.

Immerso nella rigogliosa foresta pluviale del Sarawak, il Bako National Park si presenta come un’autentica fuga nella natura selvaggia. La sua bellezza naturale e la ricca biodiversità lo rendono un must per coloro che visitano questa regione del Borneo malese.

Nonostante le sue dimensioni relativamente piccole, infatti, al Bako è possibile osservare quasi ogni tipo di vegetazione presente nel Borneo. I diversi ecosistemi del parco sono tutti accessibili tramite una rete di sentieri di trekking e passerelle.

Gli animali presenti nel parco sono abbastanza abituati alla presenza dell’essere umano, per questo motivo è uno dei posti migliori del Sarawak per avvistarli.

A parte tutti gli insetti e i rettili tipici della giungla, le specie più diffuse del Bako National Park sono i maiali barbuti, i macachi dalla coda lunga, le scimmie della foglia d’argento (che la nostra guida chiama “David Beckham” per il loro crestino xD) e, ovviamente, le scimmie nasiche, le famose scimmie proboscide endemiche del Borneo.

Nel nostro tour giornaliero abbiamo intrapreso due percorsi. Il primo è il Teluk Paku, un percorso di trekking nella giungla di circa 3km a/r che attraversa vari ecosistemi per poi giungere su una bellissima spiaggia.

Qui avremmo dovuto vedere le scimmie proboscide, ma siamo stati sfortunati e non siamo riusciti ad avvistarle. Siamo sempre in natura, e quindi è bene ricordarsi che non si ha mai la certezza di vedere gli animali quando sono liberi!

Dopo pranzo, abbiamo seguito un altro percorso, il Telok Delima, più breve e semplice del precedente. Durante questo percorso abbiamo visto uno dei serpenti più pericolosi del parco!

Dopo di questo, siamo ritornati al punto di arrivo e siamo risaliti sulla barca, pronti per ritornare a Kuching dopo una giornata meravigliosa! E proprio mentre navigavamo lungo il fiume, siamo riusciti a vedere in lontananza delle carinissime scimmie proboscide.

Giorno 3: Semenggoh Wildlife Centre

Una delle cose più emozionanti da fare nel Borneo è vedere gli oranghi. Quasi il 90% della popolazione mondiale degli oranghi selvatici vive nelle giungle interne del Borneo. Purtroppo, a causa di problematiche come il bracconaggio, la produzione di olio di palma e altre invasioni del loro habitat, l’orango è nella lista delle specie a rischio estinzione. Oggigiorno, è ancora possibile vedere oranghi selvatici attraverso dei profondi trekking nella giungla ma, se cercate un modo più accessibile, potete visitare la riserva naturale del Semenggoh Wildlife Centre.

Il Semenggoh Wildlife Centre si trova a circa 40 minuti di auto dal centro di Kuching; noi abbiamo preso Grab pagando 25 RM (circa 5€). Il centro è aperto solo la mattina dalle 08:00 alle 10:00 e il pomeriggio dalle 14:00 alle 16:00, in corrispondenza dei “feeding time”. Il biglietto d’ingresso per la riserva costa 10 RM (2€), poi potete scegliere se seguire un percorso di circa 1 km per raggiungere la zona degli oranghi oppure prendere la navetta al prezzo di 10 RM (2€). Il numero di visitatori giornalieri è limitato, perciò vi consiglio di arrivare una mezz’oretta prima dell’apertura.

Una cosa importante da ricordare è che, nonostante la possibilità di vedere gli oranghi sia abbastanza alta, non è certa! Noi siamo stati nella fascia oraria pomeridiana e abbiamo avuto la fortuna di vedere quattro esemplari, compreso il maschio alfa.

Fondato nel 1975, il Semenggoh Wildlife Centre è gestito dal Dipartimento della Conservazione della Natura e dei Parchi Nazionali del Sarawak e svolge un ruolo cruciale nella protezione e nella conservazione della fauna selvatica del Sarawak (non solo degli oranghi), offrendo cure, assistenza e riabilitazione agli animali feriti, orfani o confiscati dal traffico illegale di animali. Una volta giunti al centro, gli oranghi vengono sottoposti a programmi di riabilitazione che mirano a prepararli per il ritorno alla vita selvatica.

Il centro offre ai visitatori l’opportunità unica di osservare gli oranghi durante le loro attività quotidiane, come l’alimentazione, l’arrampicata sugli alberi e l’interazione sociale. Ci sono aree di avvistamento appositamente designate dove i visitatori possono vedere gli oranghi in azione, mantenendo una distanza sicura e rispettosa per garantire il benessere degli animali.

Oltre a fornire cure e assistenza agli animali selvatici, il Semenggoh Wildlife Centre svolge anche un ruolo importante nella sensibilizzazione e nell’educazione del pubblico sulle questioni legate alla conservazione della natura e alla protezione della vita selvatica. Organizza anche programmi educativi e attività per coinvolgere la comunità locale e i visitatori nell’importanza della conservazione della biodiversità.

Giorni 4-6: Tour Batang Ai

Questi sono stati in assoluto i giorni più emozionanti del nostro viaggio nel Borneo! Infatti, uno dei motivi per il quale abbiamo scelto di visitare il Sarawak è stato quello di conoscere le tribù Iban del Borneo, un popolo originario del Sarawak conosciuto come ex tagliatori di teste. Per entrare in contatto con loro è obbligatorio prendere parte ad un tour organizzato; noi ci siamo affidati sempre a Borneo Adventure con un tour di 3 giorni / 2 notti a Batang Ai che include trasferimento di andata e ritorno, guida parlante inglese, pernottamento per 2 notti e tutti i pasti.

Situata nello stato del Sarawak, la regione di Batang Ai è un luogo di straordinaria bellezza naturale e una casa per molte comunità indigene, in particolare le tribù Iban. Questa regione remota e incontaminata è il luogo ideale per gli amanti della natura che desiderano immergersi nelle foreste pluviali del Borneo e conoscere le culture e le tradizioni delle popolazioni locali.

Gli abitanti originari di questa regione non sono mica gli Iban, bensì gli oranghi! La popolazione degli oranghi sita nel Sarawak è stimata intorno ai 1600 esemplari, di cui oltre il 95% risiede proprio nelle foreste del Batang Ai. Il relativo isolamento della zona ha fatto sì che la foresta al di fuori delle aree protette sia stata lasciata indisturbata, fornendo così un’ampia area privata sia alla popolazione Iban che agli oranghi. Borneo Adventure collabora con le comunità di Batang Ai da oltre 30 anni, fornendo lavoro attraverso turismo responsabile e promuovendo la conservazione dell’area. Grazie a questi sforzi è stato possibile conservare la presenza della specie con conseguente aumento degli avvistamenti di oranghi nella zona.

Il primo giorno del tour è praticamente tutto di trasferimento. Situata a circa 275 chilometri a sud-est della città di Kuching, abbiamo raggiunto Batang Ai con un viaggio in van di circa quattro ore seguito da un tragitto in barca di due ore lungo il fiume.

Questo viaggio è stato già di per sé un’avventura, offrendoci l’opportunità di attraversare paesaggi mozzafiato e di immergerci nella bellezza incontaminata della natura del Borneo.

Il tour di 2 notti di Borneo Adventure prevede il pernottamento al Nanga Sumpa lodge sulle rive del fiume Delok, un lodge semplice ma di una bellezza incredibile, situato in uno scenario naturale che non può essere descritto a parole. Questo è stato fondato nel 1987 in collaborazione con la gente della longhouse di Nanga Sumpa e funziona come una sorta di “alloggio in villaggio”; ovvero il lodge è separato dalla longhouse da un ponte, permettendo quindi sia agli ospiti che ai residenti della longhouse di mantenere i propri spazi e la propria privacy.

Dopo esserci sistemati nelle camere ci siamo riposati nella zona comune con un tè pomeridiano e ascoltando la natura incredibile che ci circondava. Abbiamo anche fatto qualche partita a carte e insegnato a Baiang come si gioca a “Uno”. Visto che alle 22 la luce viene spenta, dopo cena siamo rientrati per andare a letto, pronti per quello che aspettava l’indomani!

Dopo colazione, siamo subito partiti per l’esplorazione della zona. La foresta del Batang Ai, infatti, è un tesoro nascosto di biodiversità e bellezza naturale. Questa vasta area protetta si estende su oltre 160.000 ettari di terra e comprende una varietà di ecosistemi unici, tra cui foreste pluviali, paludi, fiumi e habitat fluviali. È una delle ultime aree rimaste di foresta primaria nel Borneo e rappresenta un importante santuario per la vita selvatica e una risorsa preziosa per la conservazione della biodiversità. Le foreste pluviali qui sono ricche di flora e fauna, con migliaia di specie di piante, alberi, fiori e muschi che prosperano in questo ambiente rigoglioso. E l’orango è sicuramente l’abitante più iconico della foresta del Batang Ai.

Ovviamente noi eravamo super emozionati al pensiero di vederli liberi nel loro habitat naturale, ma non siamo stati così fortunati. Nonostante un trekking di 3-4 ore nella giungla, abbiamo visto qualche nido ma nessuno orango. Le guide ci hanno spiegato che questa era la fine della stagione della frutta (visto che loro mangiano praticamente solo quella) e che inoltrandoci solo di poco nella giungla la possibilità di avvistarli non era molto alta, mentre durante la stagione della frutta, addirittura può capitare di vederli stesso dal lodge. Di questo periodo sono più consigliati i trekking di 3 notti perché si entra più all’interno della giungla.

Nonostante non abbiamo visto gli oranghi, però, il trekking è stato davvero pazzesco. Dopodiché ci siamo spostati verso una bellissima cascata immersa nella foresta dove abbiamo fatto il bagno e poi ci siamo goduti un barbecue sulle rive del fiume. Insomma, una giornata davvero incredibile che però non era ancora terminata. Infatti, al nostro rientro, dopo cena ci aspettava finalmente l’incontro con gli Iban e il loro capo tribù!

Come vi dicevo, oltre alla sua bellezza naturale, Batang Ai è anche famosa per le sue comunità indigene, in particolare le tribù Iban, che popolano la regione da generazioni. Queste comunità vivono in armonia con la natura, basando il loro stile di vita sull’agricoltura, la caccia e la pesca. La cultura Iban è caratterizzata da una profonda connessione con la natura e un forte senso di comunità. Tradizionalmente, la loro vita ruotava attorno all’agricoltura, alla caccia e alla pesca, con le famiglie che vivevano insieme in grandi strutture comuni conosciute come “longhouse”. Queste lunghe case, costruite su palafitte e realizzate principalmente in legno, ospitavano diverse famiglie e fungevano da centro sociale e culturale per la comunità.

Una delle caratteristiche più distintive della cultura Iban è la loro tradizione guerriera. Storicamente, gli Iban erano conosciuti per le loro abilità militari e per le loro incursioni nelle terre circostanti alla ricerca di risorse e prestigio. La testa di un nemico ucciso in battaglia era considerata un trofeo prezioso e un segno di coraggio e abilità guerriera. Anche se queste pratiche sono scomparse oggi, il loro ricordo rimane ancora vivo nella cultura e nella tradizione Iban; per questo motivo sono conosciuti come “tagliatori di testa”.

Oggi, molte comunità Iban mantengono ancora le loro tradizioni e il loro stile di vita secolare, anche se sono state influenzate dalla modernizzazione e dalla globalizzazione. Le lunghe case tradizionali sono state sostituite da abitazioni più moderne, e molte famiglie lavorano ora in settori diversi dall’agricoltura e dalla pesca. Tuttavia, l’identità culturale e l’orgoglio Iban rimangono saldi, e molte comunità continuano a praticare le loro tradizioni e a preservare la loro lingua e cultura.

La visita della longhouse di Nanga Sumpa è stata probabilmente l’esperienza più incredibile di questo viaggio in Borneo, offrendoci l’opportunità unica di connetterci con una cultura antica e autentica e di imparare tradizioni completamente diverse da quelle a cui siamo abituati. Quella serata passata ad ascoltare il loro capotribù e a brindare con il tuak (il loro vino di riso fatto in casa) resterà per sempre scolpita nei nostri cuori!

Il terzo giorno è stato praticamente un altro giorno di trasferimento. Dopo colazione, infatti, abbiamo preso la barca e poi il van per rientrare a Kuching. Questo tour di tre giorni a Batang Ai offre un’esperienza unica e indimenticabile per tutti coloro che cercano avventure autentiche e immersive nel cuore del Borneo. Con un mix di escursioni nella giungla, incontri con le tribù Iban e avventure all’aria aperta, questo viaggio è perfetto per coloro che desiderano esplorare la bellezza e la diversità di Batang Ai e sperimentare la cultura e la vita delle comunità locali.

Consigli utili per la visita del Sarawak

Ci teniamo a darvi qualche consiglio da tenere bene in mente durante la vostra visita del Sarawak:

1) Portate un repellente forte per le zanzare! Noi ci troviamo benissimo con il JUNGLE FORMULA Molto Forte (link amazon qui)

2) Occhio alle sanguisughe. Nel caso vi si dovesse attaccare una sanguisuga non staccatela subito, ma aspettate di farvi aiutare da una guida esperta per evitare che vi resti attaccata la ventosa all’interno.

3) Attenzione all’umidità e all’improvviso cambio di tempo. Portate con voi molta acqua, un cappellino per il sole e un poncho in caso dovesse piovere.

4) Durante il tour di 3 giorni a Batang Ai siate pronti a vivere senza internet e linea telefonica perché nell’area non c’è linea e non ci sono Wi-Fi!

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Scritto da ALESSIA CILVANI

Su Instagram sono @wanderlustabout, classe ’94. Amante della fotografia, le mie più grandi passioni sono i viaggi, i libri e la pizza…non necessariamente in quest’ordine. Adoro la pianificazione di un viaggio quasi quanto il viaggio stesso.

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