Oggi 13 Aprile 2025 inizia quello che è considerato da molti il rally amatoriale più pazzo e avventuroso del mondo. Si tratta del Panda Raid, competizione automobilistica riservata esclusivamente a vecchie Panda e Marbella. Un viaggio folle tra le dune del deserto marocchino, a metà strada tra una rally di abilità e un’esperienza di condivisione, dove sono proprio il viaggio e lo scopo della partenza a contare più del traguardo stesso.

Al Panda Raid non vince chi taglia per primo il traguardo (anche se c’è una classifica con vincitore finale), ma chi vive l’esperienza nella sua pazza totalità, affiancando al brivido della corsa anche l’impegno sociale e umanitario. In questo articolo ti raccontiamo cos’è il Panda Raid, chi è quel folle di Daniele Costantini, perché abbiamo accettato di essere tra i suoi sponsor e come puoi supportare il suo progetto di beneficenza.

Cos’è il Panda Raid, il rally raid amatoriale più folle del mondo

Il Panda Raid è il rally raid di Fiat Panda più folle e pazzo del mondo, organizzato da spagnoli decisamente fuori di testa e aperto a tutti i possessori di auto compatibili con la competizione. Sebbene il nome possa trarre in inganno, al Panda Raid possono partecipare due tipologie di auto: Fiat Panda e Seat Marbella, sia 2WD che 4WD. L’importante è che siano state prodotte prima del 2003 (primo modello) e che rispettino poche semplici regole tecniche.

Le auto infatti devono avere un telaio sano, cerchi da 13″, gomme dignitosamente adatte a non bucare al primo sasso nel deserto, ammortizzatori decenti e sistema di filtraggio dell’aria per evitare che la sabbia rompa il motore o si insinui nell’abitacolo. Più la macchina è standard, più è facile da riparare in caso di guasti improvvisi; più è performante, più ha possibilità di arrivare per prima al traguardo in cima la classifica. Ma come funziona il Panda Raid?

Il Panda Raid è un rally raid che si tiene ogni anno nel deserto del Marocco. La competizione viene chiamata anche “piccola Dakar“. Mentre in un rally tradizionale il percorso è ben definito e segnalato (non è possibile sbagliare strada), in un rally raid il percorso è totalmente aperto, immerso nell’immensità delle dune e del deserto. È quindi possibile sbagliare strada e ritrovarsi dispersi in mezzo al nulla in compagnia di simpatici dromedari.

Il rally raid è una corsa sulla lunga distanza suddivisa in più tappe da circa 300/400 km l’una per un totale di quasi 2.000 km da percorrere in 6 giorni. Ogni tappa prevede punti di assistenza, con tanto di cucine e bagni, ma si dorme nella propria tenda personale, da trasportare, montare e smontare ogni giorno, condividendo il campo nomade con tutti gli altri partecipanti sotto un cielo ricco di stelle.

Ovviamente ci sono anche limitazioni dal punto di vista tecnologico. Non è infatti possibile utilizzare tracce GPS o navigatori satellitari. Ci si sposta seguendo esclusivamente le indicazioni di un roadbook cartaceo, che descrive su carta come è fatto il percorso e ogni quanti km è necessario cambiare rotta. Al roadbook si possono affiancare una bussola, per orientarsi nel deserto, e un trip master, per misurare le distanze parziali e totali percorse.

Dal momento della partenza, si ha un tempo massimo per raggiungere la tappa successiva, con dei controlli di passaggio intermedi durante il percorso, orari massimi da rispettare e limiti di velocità media da dover tenere in considerazione. Il rispetto di tutti questi fattori consente di acquisire punti per guadagnare posizioni nella classifica finale.

Se la macchina si rompe durante il percorso (non è un vero Panda Raid senza almeno un piccolo guasto) è possibile ricorrere al fai da te. Se il danno è più grave del previsto, ci si può far trainare alla tappa successiva nella speranza che i meccanici del campo abbiano il pezzo di ricambio necessario. In questo modo è possibile continuare la corsa, ma al prezzo di perdere punti in classifica e pagare di tasca propria la riparazione.

Ogni auto deve avere un equipaggio composto da due persone, un pilota e un co-pilota navigatore. Chi taglia il traguardo con il maggior numero di punti accumulati durante la gara vince la gloria eterna e la soddisfazione di aver vissuto una delle esperienze più incredibili che ci siano. Se a tutto questo si affianca anche l’impegno sociale e umanitario, ecco tutti i presupposti per una storia degna di essere trasmessa e raccontata, come quella della Panda n.338 di quest’anno!

In gara Daniele Costantini alias Il Viaggiacore: Panda n.338 tra impegno sociale e beneficenza

Daniele Costantini, anche conosciuto sui social con il nickname Il Viaggiacore, è un bizzarro signore salentino che abbiamo conosciuto qualche anno fa in qualità di coordinatore dei nostri viaggi di gruppo.

Da qualche anno Daniele porta una barba molto folta, che lo fa sembrare rude e minaccioso (irriconoscibile rispetto la fototessera che ha sul passaporto), ma bastano pochi minuti di conversazione, magari con una bella birretta ghiacciata tra le mani, per scoprire che si tratta in realtà di un pezzo di burro umano, a metà strada tra Peter Pan e Capitan Uncino. Unico difetto.. fuma un po’ troppo.

Oltre ad essere un formidabile coordinatore di viaggi di gruppo, Daniele è anche una delle persone più oneste e generose che abbiamo mai incontrato. Per Daniele è difficile visitare un Paese senza preoccuparsi delle condizioni di vita della popolazione locale, in particolare dei bambini.

Si tratta del tipo di persona che va in Africa, visita una scuola, torna a casa e nel giro di un mese completa una raccolta fondi per rifornire la scuola di materiale scolastico, gestendo tutto di persona, dalla raccolta dei soldi all’acquisto del materiale fino alla spedizione con corriere express di tutti gli imballaggi.. e pubblicando tutte le ricevute online!

Insomma, per Daniele viaggiare non significa solo esplorare il mondo, ma anche portare valore alle popolazioni con cui si entra in contatto, sia promuovendo un turismo quanto più etico possibile, che sporcandosi le mani in prima persona con iniziative umanitarie e di beneficenza. La beneficenza vera però, quella fine a sé stessa, senza secondi fini.. insomma nulla a che vedere con certi Panettoni, Pandori e Uova di Pasqua di cui si è parlato molto negli ultimi due anni xD

Da quando siamo una realtà consolidata online e sui social, siamo stati contattati un’infinità di volte da star e influencer in cerca di “sponsor e collaborazioni” (che nel nostro linguaggio tecnico è un modo carino per scroccare qualcosa in cambio di una storia su un profilo da milioni di followers), ma abbiamo sempre rifiutato. Con Daniele, che di followers ne ha addirittura 3.704 (bravo Danié, sono un po’ cresciuti nell’ultimo periodo!) è stato diverso.

Quando Daniele ci ha scritto l’anno scorso per dirci che era in cerca di sponsor per questo folle progetto, non abbiamo esitato un secondo ed abbiamo immediatamente accettato di essere tra le realtà che lo avrebbero supportato per la gara.

L’8 Aprile Daniele è partito da Lecce a Civitavecchia a bordo della sua sgargiante Panda Bianca del 1988 con motore 1000 Fire (numero di gara n.338), appena modificata giusto con il minimo indispensabile per poter affrontare il viaggio, con al suo fianco il Co-Pilota Fabrizio Rosato, anche lui salentino, ed una stiva piena non solo dell’occorrente per il rally raid, ma anche di regali e donazioni per i bambini che incontrerà durante l’avventura.

Parallelamente, Daniele ha anche avviato una raccolta fondi il cui totale importo verrà destinato a Medici Senza Frontiere. Il suo motto è “poco è meglio di niente”. Vi lasciamo qui di seguito il link della raccolta fondi, che al momento ha già superato i 1.200€ di ricavato, nel caso qualcuno desideri essere parte integrante di questa iniziativa e contribuire insieme a noi al progetto di beneficenza: https://www.gofundme.com/panda-ovunque-al-panda-raid-2025-in-marocco

Una volta sbarcata a Barcellona, la Panda n.338 ha subito percorso i primi 800 km alla volta di Almerìa, per poi fare 7 ore di traghetto per attraversare il Mare di Alborán e raggiungere Puerto de Nador, in Marocco. Fatte le ultime verifiche e registrazioni, nella giornata di ieri 12 Aprile c’è stato il primo spostamento di collaudo da Nador verso Naïma, punto di partenza di quello che sarà il Panda Raid 2025.

Per seguire la competizione in tempo reale vi lasciamo il link del Profilo Instagram di P’andà Ovunque (la pagina che Daniele ha appositamente creato per le gare in Panda in giro per il mondo), il link della Pagina Facebook di Il Viaggiacore, il link del Profilo Instagram di Il Viaggiacore e il link ufficiale della localizzazione GPS della Panda 338 con il percorso giorno per giorno (una volta dentro basta andare nella tab “Participants”, cercare la 338 con la lente d’ingrandimento e marcarla tra i preferiti).

Se siete curiosi di seguire il rally raid nella sua totalità, consigliamo di seguire anche il Profilo Instagram Ufficiale del Panda Raid 2025.

Panda Raid 2025: percorso ufficiale, tappe in programma e date della competizione

Il Panda Raid 2025 sarà la 17ª edizione dell’evento e si terrà dall’11 Aprile al 18 Aprile 2025.

I primi due giorni sono dedicati alla registrazione, alle verifiche e allo spostamento verso il punto di partenza, mentre dal 13 al 18 Aprile si svolge la gara vera e propria, con una media di circa 330 km giornalieri da percorrere nel bel mezzo del deserto marocchino per raggiungere la tappa designata.

La tappa finale sarà la spiaggia di Mehdia (Kenitra), sulle rive dell’Oceano Atlantico. Ecco di seguito i dettagli delle tappe day by day.

🚗 Giorno 1, 13 Aprile: 340 km da Naïma a Bouarfa
🚗 Giorno 2, 14 Aprile, 276 km da Bouarfa a Gourrama
🚗 Giorno 3, 15 Aprile, 294 km da Gourrama a Merzouga
🚗 Giorno 4, 16 Aprile, 251 km da Merzouga a Tafraoute Sidi Ali
🚗 Giorno 5, 17 Aprile, 327 km da Tafraoute Sidi Ali a Kerrandou
🚗 Giorno 6, 18 Aprile, 456 km da Kerrandou a Mehdia

Una volta finita la competizione, Daniele e Fabrizio dovranno percorrere altri 250 km da Rabat a Tangeri per poi ripetere tutto il viaggio dell’andata per tornare a Lecce. In totale percorreranno più di 5.500 km per concludere quest’esperienza leggendaria.

Come avevamo accennato nel paragrafo sovrastante, una grande avventura che fonde l’amore per i viaggi un po’ folli all’impegno sociale e umanitario, dando così vita a una storia degna di essere raccontata.

In bocca al lupo a Daniele e Fabrizio per la gara. Per tutti gli aggiornamenti, vi rimandiamo ancora una volta al Profilo Instagram di P’andà Ovunque e alla raccolta fondi per Medici Senza Frontiere!

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Scritto da NELLO ASCIONE

Su Instagram sono @neeelsch, classe ’95. Seguo Alessia in giro per il mondo e gestisco la parte web di Poracci In Viaggio. Mi piace scattare foto e girare video, ma adoro anche risolvere problemi in modo poraccioso e imparare cose nuove.

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